30
Ago
08

Mauthausen e St. Georgen a.d. Gusen

 

Immerso nella splendida campagna si trova il paese di Mauthausen. Pochissime indicazioni per raggiungere il Lager… che sorge su una collina nelle immediate vicinanze delle abitazioni.

 

L’arrivo al lager di Mauthausen

L’entrata

Lapide in ricordo delle forze USA che hanno liberato i campi di  Mauthausen, Ebensee e Gusen

Lapide in memoria di tutte le vittime del lager

La piazza centrale del lager, a sinistra alcune baracche dove “vivevano” i deportati. Alla fine della piazza si trova un grosso giardino che oggi ospita  un cimitero anonimo di circa 9000 vittime e che all’epoca era destinato a campo della quarantena. A destra edifici delle SS, le cucine, l’infermeria, la camera a gas, il forno crematorio, la sala della celabrazione della liberazione (5 MAGGIO 1945), una cappella. Appena entrati, lateralmente di trova il muro dei lamenti. Non ho ritenuto di fotografare tutto, troppo doloroso e commovente ma quello che ho visto non lo potrò mai dimenticare.

La sala della celebrazione per la liberazione del campo

l’interno di una baracca

le docce

la lavanderia

alcuni bagni dei detenuti

un letto a castello ed alcuni armadietti dei detenuti

 

all’interno di un letto a castello, qualcuno ha lasciato un rosario.

La camera a gas. Adiacente a questo luogo si trovano alcune sale delle torture che non mi sono sentita di fotografare per rispetto di quanti vi sono morti. Una cosa che mi ha agghiacciato è l’aver visto la fredda e lucida organizzazione che gli aguzzini avevano dato ad ogni angolo delle stanze…

Nel forno crematorio, si trovano fiori, bigliettini e lumini che i superstiti, i visitatori e o i parenti hanno lasciato.

questo è parte del campo della quarantena. Al momento della liberazione, circa 9000 cadaveri ammucchiati nel lager, vennero seppelliti qui.

All’esterno del lager si trova una sorta di parco dove le nazioni che hanno avuto vittime, hanno costruito alcuni monumenti alla memoria. Questo è quello Italiano e recita “Agli Italiani che per la dignità degli uomini qui soffersero e perirono”. Mentre camminavamo per i vialetti, diversi operai stavano sistemando parte del giardino, rivoltando la terra e siamo stati investiti da un odore acre, simile a quello dei cimiteri (ho sempre pensato che fossero i fiori a dare quell’odore ma mi sbagliavo, perché qui non ci sono fiori… quindi è l’odore della morte)

Il monumento dell’Ungheria

Il monumento di Israele

Dal monumento di Israele, proseguendo su una stradina sterrata, si arriva alla scala della morte – 186 gradini, ora restaurati ma all’epoca assai sconnessi che portano dal lager alla cava di pietra dove i detenuti erano ai lavori forzati e dove molti vennero trucidati…

Queste scritte e la piantina fanno parte del cartello che si trova davanti al lager di St. Georgen a.d. Gusen. Purtroppo – mi domando come sia stato possibile! – del lager di Gusen non resta molto. Dove sorgevano i campi di sterminio oggi ci sono graziose abitazioni, i cui balconi si affacciano sul camino del forno crematorio… trovo incredibile come queste persone abbiano potuto non solo abbattere il lager ma addirittura costruirci sopra villette… sapendo quello che è successo lì… incredibile.

questo è il forno crematorio di Gusen. In questo lager moltissimi Italiani sono morti ed è commovente trovare i bigliettini scritti a mano dei parenti che possono piangere i loro cari solo in questo luogo (dove gli abitanti di St. Georgen vivono come se nulla fosse accaduto).

Consiglio a tutti di visitare questi luoghi. Penso che sia un obbligo morale e civile vedere e cercare di rendersi conto di quanto è successo (perché è successo…), per non dimenticare e per evitare che altri stermini simili possano verificarsi ancora.

Segnalo i siti web dei campi di concentramento che ho visitato:

Mauthausen

Gusen

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3 Responses to “Mauthausen e St. Georgen a.d. Gusen”


  1. settembre 14, 2008 alle 6:35 pm

    cara Nespola, all’inizio anch’io ho avuto la tua reazione poi invece mi sono indignata e arrabbiata e non mi è ancora passata. Mi sto documentando perché la prossima volta che tornerò – perché ne sento il bisogno e perché credo sia giusto non far finta di niente – voglio girare per Gusen e se possibile guardare in faccia quelli che adesso abitano nelle baracche delle SS rimesse a nuovo con piscina e giardino… pazzesco!

  2. 3 GIANLUIGI
    gennaio 9, 2011 alle 8:07 pm

    SONO STATO A MATHAUSEN CON MIA MOGLIE NELL’ESTATE 2001-SI SENTE BENISSIMO NELL’ARIA ODORE DI MORTE


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