Archivio per Agosto 2008

30
Ago
08

St. Gilgen

Nei dintorni di Salisburgo si trovano molti laghi bellissimi. Uno di questi è il Wolfangsee, dove i Mozart si recavano per soggiorni di vacanza. Prima di arrivare ai laghi si attraversano campagne dolcissime. Davvero dei luoghi incantevoli.

Questo è il paesino di St. Gilgen

in uno dei tantissimi caffè del villaggio si trovano delle sedie mooooolto particolati. Mozart e Anna Maria Walburga (la madre di Mozart) seduti ai tavolini ;)

30
Ago
08

Mauthausen e St. Georgen a.d. Gusen

 

Immerso nella splendida campagna si trova il paese di Mauthausen. Pochissime indicazioni per raggiungere il Lager… che sorge su una collina nelle immediate vicinanze delle abitazioni.

 

L’arrivo al lager di Mauthausen

L’entrata

Lapide in ricordo delle forze USA che hanno liberato i campi di  Mauthausen, Ebensee e Gusen

Lapide in memoria di tutte le vittime del lager

La piazza centrale del lager, a sinistra alcune baracche dove “vivevano” i deportati. Alla fine della piazza si trova un grosso giardino che oggi ospita  un cimitero anonimo di circa 9000 vittime e che all’epoca era destinato a campo della quarantena. A destra edifici delle SS, le cucine, l’infermeria, la camera a gas, il forno crematorio, la sala della celabrazione della liberazione (5 MAGGIO 1945), una cappella. Appena entrati, lateralmente di trova il muro dei lamenti. Non ho ritenuto di fotografare tutto, troppo doloroso e commovente ma quello che ho visto non lo potrò mai dimenticare.

La sala della celebrazione per la liberazione del campo

l’interno di una baracca

le docce

la lavanderia

alcuni bagni dei detenuti

un letto a castello ed alcuni armadietti dei detenuti

 

all’interno di un letto a castello, qualcuno ha lasciato un rosario.

La camera a gas. Adiacente a questo luogo si trovano alcune sale delle torture che non mi sono sentita di fotografare per rispetto di quanti vi sono morti. Una cosa che mi ha agghiacciato è l’aver visto la fredda e lucida organizzazione che gli aguzzini avevano dato ad ogni angolo delle stanze…

Nel forno crematorio, si trovano fiori, bigliettini e lumini che i superstiti, i visitatori e o i parenti hanno lasciato.

questo è parte del campo della quarantena. Al momento della liberazione, circa 9000 cadaveri ammucchiati nel lager, vennero seppelliti qui.

All’esterno del lager si trova una sorta di parco dove le nazioni che hanno avuto vittime, hanno costruito alcuni monumenti alla memoria. Questo è quello Italiano e recita “Agli Italiani che per la dignità degli uomini qui soffersero e perirono”. Mentre camminavamo per i vialetti, diversi operai stavano sistemando parte del giardino, rivoltando la terra e siamo stati investiti da un odore acre, simile a quello dei cimiteri (ho sempre pensato che fossero i fiori a dare quell’odore ma mi sbagliavo, perché qui non ci sono fiori… quindi è l’odore della morte)

Il monumento dell’Ungheria

Il monumento di Israele

Dal monumento di Israele, proseguendo su una stradina sterrata, si arriva alla scala della morte – 186 gradini, ora restaurati ma all’epoca assai sconnessi che portano dal lager alla cava di pietra dove i detenuti erano ai lavori forzati e dove molti vennero trucidati…

Queste scritte e la piantina fanno parte del cartello che si trova davanti al lager di St. Georgen a.d. Gusen. Purtroppo – mi domando come sia stato possibile! – del lager di Gusen non resta molto. Dove sorgevano i campi di sterminio oggi ci sono graziose abitazioni, i cui balconi si affacciano sul camino del forno crematorio… trovo incredibile come queste persone abbiano potuto non solo abbattere il lager ma addirittura costruirci sopra villette… sapendo quello che è successo lì… incredibile.

questo è il forno crematorio di Gusen. In questo lager moltissimi Italiani sono morti ed è commovente trovare i bigliettini scritti a mano dei parenti che possono piangere i loro cari solo in questo luogo (dove gli abitanti di St. Georgen vivono come se nulla fosse accaduto).

Consiglio a tutti di visitare questi luoghi. Penso che sia un obbligo morale e civile vedere e cercare di rendersi conto di quanto è successo (perché è successo…), per non dimenticare e per evitare che altri stermini simili possano verificarsi ancora.

Segnalo i siti web dei campi di concentramento che ho visitato:

Mauthausen

Gusen

30
Ago
08

rientro in città

Sono tornata ieri sera dalla breve vacanza a Salisburgo. E’ andato tutto benissimo, il tragitto in macchina da Milano, passando per St. Moritz (il passo del Maloja è meraviglioso!), Innsbruck, Bavaria e l’arrivo, Flora è stata bravissima, il soggiorno in città è stato delizioso. Di seguito e nei prossimi post inserirò alcune foto e una breve descrizione di quello che ho visitato. Il 26 agosto con i miei genitori (e Flora – che purtroppo non è potuta entrare e quindi abbiamo fatto i turni) sono andata ai lager di Mauthausen e a St. Georgen a.d. Gusen, dove mio nonno durante la II Guerra Mondiale è stato prigioniero. E’ stata una visita davvero commovente e dolorosa ma sono molto contenta di aver visto con i miei occhi. Abbiamo trovato molti visitatori, di tutte le nazionalità e molti giovani. Il 27 agosto siamo andati a St. Gilgen, un villaggio fuori Salisburgo, sulle rive del Wolfangsee – un lago bellissimo.

Qui di seguito, troverete le foto di Salisburgo, una cittadina meravigliosa, pulita e ordinata. 

 

 

La vista della città alta

 

Una fontana molto carina

 

Il Duomo

 

Le catacombe e l’antico cimitero

 

La casa dove ha abitato Mozart

 

Sulla facciata della casa di Mozart si trovano questi antichi campanelli collegati alle finestre dei diversi piani dell’edificio.

 

I giardini Mirabell (quella nella foto non sono io… non c’era verso di farla spostare e non potevo attendere delle ore… perciò eccola qua!)

 

 

tre salvadanai a forma di rana che ho “dovuto” acquistare… troppo carine!

06
Ago
08

Odio l’estate!

Sì, odio l’estate. Durante i mesi estivi sono morte un sacco di persone a cui volevo e voglio bene. Incidenti vari, mio nonno, Fabio, Paola e infine Marco. Avrei voglia di gridare forte: B A S T A!!!. Domani ci sarà il funerale di Marco; credo ci saranno quasi tutti i vecchi “amici”. La catena telefonica ne ha fermati tanti con i bagagli già in mano e che hanno confermato la loro presenza. “Non ci possiamo fare niente, la vita non si ferma” ma forse domani mattina tutti insieme, pensando a Marco, possiamo tentare di fermare qualche istante della vita vissuta insieme a lui.

04
Ago
08

ciao Marco!

Ho appreso da pochi minuti che un mio amico è morto. Proprio ieri ero passata sotto casa sua, non sapevo fosse già in vacanza; l’ho pensato, sapevo che era un brutto momento e speravo per lui che le cose potessero sistemarsi presto. Poco fa, questa terribile notizia. Mi vengono in mente tanti ricordi di Marco; era una amico di mio fratello e io – che ero più piccola di loro – mi aggregavo alla loro compagnia. Di sera, dovevo rientrare ad una certa ora mentre mio fratello poteva fermarsi fuori più a lungo e si scocciava di dovermi riaccompagnare a casa e allora Marco, mi caricava sulla sua moto e mi portava di volata a casa, due chiacchiere fuori dal cancello e poi tornava dagli amici. Ricordo ancora il giorno del matrimonio di mio fratello, lui aveva il compito fondamentale di andare a prendere la sposa! Era agitatissimo, sempre con quel sorriso un po’ da timido… Oppure ricordo, sempre da adolescenti, lui suonava – era veramente bravo – la tastiera e il sax. Mi ricordo le pizzate tra amici a casa sua e un ridicolissimo pigiama-party; ricordo quando ci disse di essersi dichiarato a B. Ricordo a casa loro con il piccolo Charlie, un beagle assatanato che non mi ha lasciato in pace un attimo; e in ultimo l’agitazione per la nascita di suo figlio. Caro Marco, ci sono tanti altri ricordi che stanno affiorando ma mi sembra ancora impossibile pensare che tu non ci sia più; avremmo potuto incontrarci al concerto di Vasco ma avevi preferito che ti lasciassimo il biglietto in portineria e così non ci siamo visti negli ultimi tempi. Spero che tu, Marco, adesso possa trovare un po’ di pace. Ora B. e il tuo piccolo dovranno farsi forza e affrontare la vita senza di te. Ciao Marco, ti voglio bene.




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