Riporto l’articolo apparso oggi su Milanometropoli.com e che condivido al 100%.
“ Il VIGORELLI sarà la nuova sede del centro islamico e della moschea.
Si dice provvisoriamente… ma che c’è di provvisorio nelle scelte fatte dalla nostra amministrazione comunale? La realizzazione di una moschea dovrà avvenire entro il 2015 e quindi non mi pare che la provvisorietà sia limitata nel tempo e il Vigorelli è un pezzo di storia della nostra città, i milanesi ci sono affezionati e preferirebbero che venisse ricondotto agli antichi splendori piuttosto che trasformato in luogo di culto islamico.
Vale la pena di ricordare che l’ex velodromo sorge in una zona urbana densamente popolata a due passi da Corso Sempione e ad altri due passi dall’ingresso cittadino di Fiera Milano City dove si svolgono ancora e continueranno a svolgersi moltissime esposizioni, una tra tutte Milano Vende Moda.
Vale anche al pena di ricordare che gli abitanti della zona non sono stati nemmeno consultati, è la solita tegola che cade sulla testa dei cittadini ignari, magari già in ferie e che al rientro in città si troveranno ogni venerdì sera (…sarà poi proprio solo il venerdì?) almeno 4000 islamici che invaderanno la loro zona per arrivare al Vigorelli.
Non accusate i milanesi di razzismo e di non rispetto della religione altrui, gli islamici hanno diritto alla loro moschea, che per altro si pagherebbero, ciò che non va giù ai milanesi è che i problemi si trascinino per anni e che poi nel tantativo di risolverli vengano solo spostati da un’altra parte. Sono almeno 20 anni che esiste il problema di Via Jenner, ora il problema trasloca in zona Fiera. Questo è saper governare? Questo è rispetto per i milanesi? Questo è rispetto per gli islamici?
Esprimo tutto il mio disappunto e quello della comunità virtuale che rappresento per questa scelta scellerata. L’amministrazione comunale non tiene conto delle oggettive difficoltà della zona Fiera e ancora una volta cancella pezzi di storia della nostra città con la più totale non curanza. E’ accaduto anche lo scorso anno, proprio in questo periodo con la palazzina Liberty, ex sede della direzione dell’Alfa Romeo al Portello, uno stabilimento storico di cui non rimane traccia. La palazzina venne abbattuta dopo uno stop ottenuto dai cittadini, fu fatto tutto all’improvviso, una vera vergogna. Ora pare che la stessa fine toccherà alla palazzina del Tiro a Segno di Piazzale Accursio, sacrificata per non so quale nuova costruzione. Così facendo si cancella la storia di Milano, ma a chi governa non sembra importare un fico secco.”
(da MilanoMetropoli.com)

Sono completamente d’accordo.
Lo scorso anno ho comprato casa proprio vicino al Vigorelli, con un prezzo della casa al mq che già incorporava il valore del prossimo progetto Citylife, uno dei progetti di punta di Milano anche in vista dell’EXPO. Ma dalla scorsa settimana scopro che il quartiere e soprattutto il Vigorelli stesso, non è più destinato, come la Giunta ha approvato il 14 marzo, tre mesi fa, al nuovo “Central Park di Milano”, bensì diventerà il luogo di ritrovo di una comunità di ca. 4.000 islamici. Da notare che, come hanno ribadito tutti i politici, la soluzione è “temporanea”, esattamente come temporanea è stata la scelta di viale Jenner 15 anni fa.
Qui la sacrosanta libertà di culto non c’entra nulla. Si tratta piuttosto di decisioni politiche affrettate, inconsistenti tra di loro, provvedimenti tampone che generano problemi più grossi di quelli che hanno risolto.
Cosa vuole fare il sindaco Moratti, la Giunta e l’On. Maroni di questa zona e del Vigorelli in particolare? Una zona di ritrovo vicina ai 3 grattacieli simbolo di Milano e dell’Expo o il luogo di ritrovo di una comunità di 4.000 islamici? Come potranno i politici rassicurare i costruttori che stanno realizzando alloggi da oltre 10.000 Euro al mq che ne vale ancora la pena e che il valore dei loro investimenti non è in pericolo?
Vedete, non è un problema di religione, e’ un problema di schizofrenia politica. Cosa possiamo aspettarci tra altri tre mesi? E soprattutto come può un cittadino pianificare la propria vita serenamente in questa città se non sa cosa lo aspetterà fra pochi mesi? Anche i cittadini di altri quartieri non stiano sereni: una soluzione “temporanea” al problema di un altro quartiere potrebbe sempre colpirli all’improvviso, anche se fino al giorno prima il progetto strategico sul loro quartiere era un altro. Un enorme trasloco dei problemi da un quartiere ad un altro, una ruota della fortuna dove può uscire il tuo numero da un momento all’altro, e se capita lo leggerai dal giornale, visto che non verrai mai consultato in anticipo.
Per concludere, è difficile da ora in poi credere ancora agli assessori del Comune che solo tre mesi fa si sono presentati davanti al Comitato di Cittadini per annunciare 6 anni di disagi derivanti dai lavori per la costruzione di Citylife, che sarebbero stati coronati dalla vicinanza del Parco. Ora, a quel percorso minato di lavori e disagi, si aggiunge una comunità di 4.000 persone da ospitare nel quartiere. E scusate se è poco.
hai ragione, come si fa a prendere in giro i cittadini in questo modo? Sono andata a firmare contro questa iniziativa e continuerò a seguire questa vicenda. In bocca al lupo!
Il Vigo è ed è stato il Tempio del Ciclismo Italiano ed Internazionale.
Non è la cosa più semplice del mondo metterlo a nuovo per gli originali utilizzatori.
Dove c’è il miele…………..
PS nel ‘46 in un anno è stato rimesso a posto dai bombardamenti, oggi solo per decidersi …